Il 20 Dicembre 1955, 70 anni fa, l’Italia siglava con la Germania un accordo per i lavoratori migranti, dando il via alla seconda ondata migratoria dopo quella tra il 1880 e il 1920.
Si stima che il picco si sia raggiunto tra gli anni 60 e 70, arrivando a contare 4 milioni di persone, quasi tutte dal Sud Italia. Oggi ci sono 8 milioni iscritti all’AIRE residenti in Germania, e molti altri che sono ormai pienamente parte della Germania.
Come nella prima ondata, la maggioranza venne dal Sud Italia. Il primo Gastarbeiter (lavoratore ospite) è Lorenzo Annese, originario di Alberobello, arrivato in Germania nel 1958 con un contratto agricolo e poi diventato il primo operaio italiano assunto alla Volkswagen di Wolfsburg nel 1961, giocando un ruolo chiave nell’integrazione della comunità italiana e diventando il primo straniero eletto in una commissione interna in Germania.
Ma molti altri sono rimasti, attirati dal passaparola tra compaesani, e ritornavano solo l’estate. Altre volte partiva solo il marito, dando vita al fenomeno delle vedove bianche, donne che rimanevano al paese senza vedere il marito per un anno o anche piú, e con pochi contatti.
Ci pensate che dopo 10 anni dalla guerra la Germania era così in espansione che necessitava di manodopera estera mentre noi Appena abbiamo raggiunto un po’ di sviluppo abbiamo deciso di drogare il sistema pensionistico con il retributivo?
3 Comments
Il 20 Dicembre 1955, 70 anni fa, l’Italia siglava con la Germania un accordo per i lavoratori migranti, dando il via alla seconda ondata migratoria dopo quella tra il 1880 e il 1920.
Si stima che il picco si sia raggiunto tra gli anni 60 e 70, arrivando a contare 4 milioni di persone, quasi tutte dal Sud Italia. Oggi ci sono 8 milioni iscritti all’AIRE residenti in Germania, e molti altri che sono ormai pienamente parte della Germania.
Come nella prima ondata, la maggioranza venne dal Sud Italia. Il primo Gastarbeiter (lavoratore ospite) è Lorenzo Annese, originario di Alberobello, arrivato in Germania nel 1958 con un contratto agricolo e poi diventato il primo operaio italiano assunto alla Volkswagen di Wolfsburg nel 1961, giocando un ruolo chiave nell’integrazione della comunità italiana e diventando il primo straniero eletto in una commissione interna in Germania.
Storie da condividere?
La mia famiglia materna é emigrata a fine anni 50. Prima la mia bisnonna, vedova di guerra (bisnonno capo di squadraccia fascista), senza sapere una parola di tedesco e a 50 anni in Nord Reno Westfalia. Poi 3 dei miei zii, tra lavori da barista, pasticcere, operai edili, etc. In seguito sono tornati in Sicilia e hanno reinvestito il gruzzolo aprendo un’impresa.
Ma molti altri sono rimasti, attirati dal passaparola tra compaesani, e ritornavano solo l’estate. Altre volte partiva solo il marito, dando vita al fenomeno delle vedove bianche, donne che rimanevano al paese senza vedere il marito per un anno o anche piú, e con pochi contatti.
immigrati a casa loro[](https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&ved=2ahUKEwjntufh-syRAxVngf0HHc9SPDgQFnoECEsQAQ&url=https%3A%2F%2Femojipedia.org%2Fit%2Ffaccina-con-lacrime-di-gioia&usg=AOvVaw2htI-xaZzR-YnKPru26EqO&opi=89978449)
Ci pensate che dopo 10 anni dalla guerra la Germania era così in espansione che necessitava di manodopera estera mentre noi Appena abbiamo raggiunto un po’ di sviluppo abbiamo deciso di drogare il sistema pensionistico con il retributivo?