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32 Comments

  1. Vice_Quiet_013 on

    > Inoltre, nella categoria delle bestemmie, i partecipanti italiani avevano mostrato una certa creatività con le parole composte. Altri gruppi si erano limitati a nominare qualche espressione blasfema comune; il gruppo italiano aveva generato 18 diverse combinazioni con la parola “dio”, quattro con “madonna” e tre con “cristo”.

    Io immagino le facce dei ricercatori nel vedere quelle robe e annuire come se fossero opere di Monet. Sento un certo orgoglio

  2. RegionaleVeloce on

    Da non veneto, mi ritrovo a bestemmiare regolarmente e la trovo una delle cose più liberatorie in assoluto. Quel “acciderbolina” o altre parole del tenero asilo, non hano lo stesso peso. Se al suo posto ci metti una divinità a caso, l’imprecazione diventa subito più corposa, più catartica.

    E poi c’è l’aspetto creativo. Penso che la bestemmia sia una delle forme di espressione più immediate e fantasiose che esistano.[ n pochi secondi si possono creare immagini potentissime. In certe regioni è quasi una forma d’arte.

  3. Ricordo quando tentai di spiegare a mia moglie, non italiana, perché trovassi ironico che God e Dog fossero palindromi.

  4. DarioLampa4181 on

    A me piace associare il nome della divinità all’ espressione CAMALUPENTE

    Ovvero cane, maiale, lupo e serpente

    A volte anche solo LUPENTE

  5. Valuable_Host7181 on

    Sinceramente trovo molto meno volgare una bestemmia rispetto ai vari insulti e imprecazioni di carattere sessuale o che hanno a che vedere con gli organi genitali.

    Dopotutto la bestemmia è quasi una preghiera… quasi

  6. É questa la differenza sostanziale fra Sinner e Musetti, il primo va dal papa ma il secondo si rivolge direttamente ai piani alti

  7. Zorothegallade on

    Quando nella cassetta delle lettere ti ritrovi un bustone di carta sprecata della pseudo-ONLUS di turno che con la Madonna in primo piano ti dice “guarda, ti abbiamo regalato il mini calendario dei santi, che non ce lo sganci un centone che i bambini in africa muoiono di fame”…beh, è lì che si scatena la creatività nel descrivere per filo e per segno le varie attività ricreative della suddetta Madonna.

  8. Avrei voluto vedere i ricercatori nel bar di qualche paesino sperduto della Campagna veneta alle 13-14 quando i “locals” se la giocano a carte mentre si fanno le ombre.

    Lazio, Toscana, Umbria, Emilia-Romagna… Tutti posti dove si smadonna allegramente. Ma, per me, niente raggiungerà mai la fantasia del vecio veneto leggermente ebrio.

    Stronzate a parte, io ho diversi amici spagnoli che si piegano in due con certe nostre bestemmie. E confermo che le loro sono, in media, acqua fresca a confronto.
    Ad uno feci vedere e gli tradussi il video di 15+18 e aveva le lacrime agli occhi dal ridere.

  9. Siamo la patria di Mosconi, Magnotta, Luganesi da Cesenatico, Nonno Fiorucci e Orgoglio Veneto (per citare quelli più noti e famosi).
    Non poteva nè DOVEVA essere diversamente!

  10. Tired-Otter_83 on

    “In friulano, togli la bestemmia, CADE LA SINTASSI”

    (Cit. l’inestimabile Marco Paolini in *Vajont*)

  11. Sarà che sono toscano ma il gesto distruttorio della bestemmia urlata è qualcosa che mi alleggerisce l’anima ma stranamente le trovo inutili, addirittura volgari, quando sono scritte. Come se la persistenza gli togliesse potere.

  12. Il rapporto speciale degli italiani con le bestemmie: immagine del grande Fabio Fognini impegnato -probabilmente- nell’esecuzione di una bestemmia articolata. Immagine azzeccata.

  13. mannaggia al post che non pubblica quest’articolo il giorno di sant’evaristo (ieri)

    e cmq brunori sas a tintoria ha descritto perfettamente il rapporto umano con la bestemmia, particolarmente tra i toscani. non è un’offesa, è vederlo in tutte le creature che egli ha generato.

    posterei il memotto ma i mod mi segherebbero le gambe seduta stante lol

    a livello personale, credo che sarei una persona drasticamente diversa se non bestemmiassi.

  14. In realtà questo rapporto speciale da intercalare c’è dal Po in su. A Sud del Po il rapporto è totalmente diverso, si tirano i bestemmioni per cose “serie” anche perché tra “minchia” e tutti gli altri intercalari locali non c’è il bisogno di tirare un ziocan ogni 2 per 3

  15. PantaReiNapalmm on

    come direbbero i Prophilax da “m’hanno scomunicato” -> TROPPE POCHE BESTEMMIE {IN QUESTO THREAD}

  16. Al termine dello studio, osservando la fantasia degli italiani, pare abbiano commentato: ‘Co Dio!

  17. Siamo gli unici che si rivolgono direttamente alla divinità senza ritegno, è evidente che il vero popolo eletto siamo noi

  18. Perfino il Manzoni, un baciapile reazionario, definisce “buona” la bestemmia del bravo nel primo capitolo dei Promessi Sposi.

  19. Ora mi riguardo Tokyo Love con Pif. La scena madre di quella puntata ha a che fare con il post.

  20. Desperate-Region-700 on

    Un popolo che bestemmia è un popolo superiore.

    Anche gli arabi ingiurano i santi, ma non con il nostro intento.

  21. Stranamente da ateo di famiglia atea (che è anche stato bullizzatto tutta l’infanzia per essere ateo, non andare a catechismo, etc.) sono cresciuto con l’idea che bestemmiare sia poco rispettoso verso chi è credente.

    Così io, ateo e scomunicato dalla chiesa dopo aver fatto annullare il battesimo, non bestemmio, ma gli amici “cristiani” ne dicono di tutte e di più. Sembra che io rispetto il loro dio più di loro e più di quanto io sia stato rispettato dai cristiani nella vita.

    Comunque questa cultura delle bestemmie secondo me dimostra quanto gli Italiani abbiano sofferto sotto il controllo della Chiesa per tanti secoli. Si può insultare dio in tante lingue, ma l’italiano ha proprio una categoria specializzata.

  22. Campionato degli oratori, bassa Valcamonica( Brescia) inizio degli anni 90, ci incamminiamo verso il campo, dove si sta giocando già una partita. Stiamo salendo le scale, qualche genitore in tribuna, e all’improvviso, chiaro e limpido come l’aria autunnale, si sente un perentorio ” arbitro, porco dio! ” Noi siamo bambini di quinta elementare, ma già conosciamo tutto il repertorio, quindi non facciamo una piega. Cambiamo espressione quando, arrivati all’altezza del campo, sentiamo anche l’immancabile compagna della precedente invocazione ” arbitro, dio cane”. A proferirla, sempre con tono perentorio, è l’allenatore della squadra di casa: il prete. L’imbarazzo dell’arbitro lo si poteva tagliare con la motosega. Ancora oggi uno dei ricordi più indelebili della mia infanzia. sto ridendo da solo anche ora, solo a pensarci.