Premise I: I don’t want to force anyone to attend courses they don’t want. Everyone studies what they want, and takes responsibility for it.

Premise II: say "I studied social sciences" it’s not an argument. Individual cases are statistically irrelevant. I’m sure there are billionaires in the world who didn’t finish elementary school. This has zero statistical significance. It’s like winning the lottery and saying that betting makes you rich. No, you were lucky, but the expected return is negative (on average, you lose).

The topic I want to discuss today is a problem that seems to interest absolutely no one. We have an army of young people who are deluded and ill-advised. They are made to believe that they can study whatever they want, because then they will find the job they dream of. The job market is brutal, and at best, they are a bitter disappointment.

I understand that the dividend of studying STEM is currently limited ("it’s not worth studying STEM to earn 200 euros more than someone who hasn’t actually graduated). Or, I also understand that many people then go abroad because they get paid more. But we are making a classic mistake of considering the pie always the same, and by pie I mean the number of jobs for STEM graduates always the same.

The truth is that STEM graduates are the ones who most often innovate and create opportunities for everyone else too. Let me explain better: why does Silicon Valley or some areas of China offer so many opportunities for STEM graduates? Because there are already others before them who have innovated, created companies, increased the productivity of the company where they work. And therefore these companies have more resources to hire new STEM graduates to be able to innovate further. Example: Why do Microsoft, Nvidia, Oracle, Amazon have hundreds of billions of dollars to invest in AI and hire STEM graduates today? Because other STEM graduates before them achieved the previous wave of innovation (social media, robots running the Amazon warehouse, etc.). So today these same companies find themselves with billions in profits to invest.

So what’s stopping us in Italy today? – appalling taxation: why should a company decide to invest in Italy if it pays an employee even 2 and a half times his net salary. Today’s innovation can be done anywhere, and so we prefer to open in Poland, Ireland, Luxembourg rather than in Italy. – the cultural aspect: we inherit from the past, especially from Gentile fascism, the belief that classical culture is superior to technology. And in essence, we have a ruling class that continues to train itself by studying classical, or at most scientific, dedicating the most fruitful hours of life studying Latin, Greek, or Italian literature.

https://www.reddit.com/gallery/1p5f9b3

Posted by EconomiaXFinanza

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21 Comments

  1. >Gli viene fatto credere che possono studiare qualsiasi cosa vogliono, perché poi tanto troveranno il lavoro che sognano.

    Ai miei tempi forse. Succede ancora?

  2. Scala di colori estremamente ingannevole. Comunque, a prescindere, le PMI italiane non hanno la capacità di assorbire i laureati STEM che produciamo già al momento. Più STEM al momento vorrebbe dire solo stipendi ancora più bassi (e mi ci metto dentro anche io).

    Edit – per contesto, a marzo mi laureo alla triennale di ingegneria meccanica

    Edit 2 – mi fa morire che per i liberali la soluzione è solo un altro incentivo agli imprenditori fra, ti giuro stavolta funzionerà fra – non sia mai che ci si accorga del problema strutturale del tessuto produttivo italiano che è in mano a padroni borghesi di terza categoria senza un minimo di cultura o acume che non hanno minimamente saputo reinventarsi nell’economia globalizzata

  3. Mi sembra uno di quei problemi che importiamo memeticamente dagli Stati Uniti, dove effettivamente laurearsi in una facoltà umanistica senza un piano di lavoro già pronto è una follia.
    La differenza è che da loro esci dall’università carico di debiti a causa delle rette scolastiche folli, dei prestiti sostenuti dallo stato Federale e dalle spese extra (vitto, alloggio, ecc).

    Viceversa in Italia ci sono tanti fuori sede, ma anche tanti giovani che vivono in casa dei genitori e frequentano università da 2000€ all’anno, quindi finiscono la laurea senza particolari debiti.

    Certo, a livello economico sarebbe stato meglio per loro andare a lavorare a 19 anni oppure fare una laurea ingegneristica. Ma non tutto è riducibile a una questione di soldi.
    Ho amici che dopo la laurea in storia hanno trovato un impiego aziendale dignitoso, e sono contentissimi di applicare la loro laurea al di fuori del lavoro.

    Certo bisogna aver chiaro che se faccio una facoltà umanistica (e io ho fatto teologia, lo so bene) difficilmente troverò un lavoro nel campo che mi piace e devo pensare ad un impiego secondario. Ma in fondo è la stessa cosa che fanno gli sportivi, se sono furbi.

    Quanto alla classe dirigente italiana… Sei veramente avessero studiato al classico saprebbero che l’immigrazione era una necessità per l’impero romano, semplicemente va ben gestita.

  4. PriorVirtual7734 on

    Questa mappa è una stronzata e il gradiente usato per esprimere i dati è ridicolo. Qualsiasi discussione non può prescindere da questo fatto.

    Comunque la differenza fra studiare Platone e studiare OpenAI è che tra 5 anni Platone non sarà collassato dietro il costo del capitale costante.

  5. Troppi post da EconomiaXFinanza, pochi da utenti che non hanno secondi fini commerciali e di lucro. Che fare?

  6. Random_Access_Dream on

    Mi attirerò l’odio di tutti ma dico la mia.

    Le discipline umanistiche sono proprio quelle che gioverebbero maggiormente del numero chiuso perché il numero aperto sta danneggiando le discipline stesse. L’Italia non ha bisogno di 500.000 filosofi mediocri: ha bisogno di 50 filosofi eccelsi, selezionati tramite una procedura meritocratica taglia gola, e a quel punto si potrebbe addirittura discutere di farli campare a spese dello Stato per dare alla cultura una produzione di livello.

    Il numero aperto ha creato due storture fondamentali. La prima è quella ampia che riguarda tutto il mercato del lavoro: persone che spendono anni per studiare qualcosa che non si rifletterà nel lavoro svolto. Qua in genere c’è il discorso di arricchimento personale come contro-argomento. *Studio Hegel per me stesso, non per far carriera*. Assolutamente legittimo. Però purtroppo nel mondo reale l’arricchimento calorico è più importante dell’arricchimento personale. Prima devi pensare a trovarti un lavoro che mette il cibo in tavola, poi potrai permetterti il lusso della cultura (perché la cultura in questo mondo crudele è un lusso, ricordiamolo).

    La seconda stortura è interna alle discipline: quando molte persone possono fregiarsi del titolo di filosofo il livello medio della produzione culturale si abbassa drammaticamente. Spostiamoci sulle lettere, andate a vedere la classifica dei romanzi più venduti: è tutta immondizia. Non c’è nessun gap tra i romanzi che vendono e il diario del quindicenne liceale. Questo porta la quindicenne che legge i romanzi della Mazzantini a pensare che anche lei può diventare grande. Ma è una bugia. Al più diventerà una di quelle persone che spendono 20.000€ per andare alla Scuola Holden sperando che Baricco li prenda in simpatia immetta nel sistema editoriale. Una delusione che è una bomba ad orologeria.

    La cultura è importante ma ahimé oggi le discipline umanistiche sono diventate la casa di chi non sa dove sbattere la testa. Io mi son fatto un anno di Filosofia a Bologna prima di capire che non ce n’era e trasferirmi a Torino e la gente che ho incontrato là ad Informatica non l’ho mai vista.

  7. Premetto che non ci trovo nulla di sbagliato nel preferire materie umanistiche a materie scientifiche e non credo che lo Stato debba intervenire per favorire le une alle altre.

    Detto questo, ritengo che si possa aumentare l’interesse per le materie STEM rendendo il liceo scientifico un indirizzo realmente centrato su materie STEM. Per come è ora lo scientifico è solo un liceo classico dove non studi greco

  8. Many_Package_1242 on

    Ma scusatemi.
    L’università esiste per cosa? Per studiare quello che vuoi. Certamente sarebbe bene che noi non pagassimo le nostre tasse per tenerla in piedi, ma saranno affari degli studenti cosa studiano.
    Si creerà una mandria di disoccupati? Eh vabbè, poi studieranno altro per apprendere abilità che possono essere un servizio per qualcuno. Ma intanto avranno utilizzato l’università per il motivo per cui è stata creata se permettete.
    E lo dico da uno che studia fisica.

    L’idea che l’università sia un sistema statale che serve a sfornare lavoratori vorrei capire chi è il coglione che lo ha pensato (ah sì, i Prussiani).

  9. Perché accorpiamo le scienze sociali con le materie umanistiche? Falsa il grafico. Perché è definito come “poco”, in relazione a chi studia materie STEM, se letteralmente moltissimi paesi europei, perlomeno secondo questo grafico, condividono simili percentuali? Anche negli stati uniti i laureati stem dovrebbero essere sul 20 e qualcosa %, verso il basso.

    Perché fai un discorso tendenzioso ogniqualvolta che apri un post? È da molti anni ormai che al liceo classico si iscrivono solo il 5% e spicci di studenti e francamente non è un buon motivo per scrivere tutte queste cose, non capisco come sia possibile che ancora si porti avanti questa retorica, non ha senso, è sbagliata, state facendo un post hoc, ergo propter hoc.

  10. OP di solito chi è interessato a discutere in buona fede di qualcosa non ci butta 10 cose ideologiche semi-related in mezzo o indirizza la discussione verso “wow hai proprio ragione!1!1” come unica risposta.

    Sei liberissimo di credere che la rovina economica dall’italia venga dall’avere un 10% dei laureati che farebbero volentieri la code monkey (con titolo di studio pertinente) che invece vengono costretti dalla pressione fiscale sulle imprese e da qualche psyop della sinistra a studiare beni culturali ma se l’unico spunto o spazio di discussione che offri è indirizzatissimo il risultato inevitabile è una non-discussione tipo questa

  11. E’ solo lunedì e abbiamo già avuto il post sul voto a distanza, quello sull’eutanasia e la chiesa retrograda e adesso quello sulle lauree umanistiche vs stem.
    Il resto della settimana come lo riempiamo adesso?

  12. In parte condivido la tua analisi….. in parte.
    Purtroppo si basa sull’assunto, che la crescita della domanda di laureati steam sia infinita. Purtroppo non è così, il primo segnale l’ha dato amazon che quest’anno ha tagliato 4.700 ingenieri informatici negli states. 
    È un segnale che deve far riflettere. 

  13. exploringspace_ on

    Questa e una semplice incarnazione grafica dello stereotipo dell’italiano speculativo e polemico, che vedendosi perdere le grandi menti innovatrici, pone erroneamente la propria storia e cultura come antidoti a problemi della modernita’, soffocando nel processo i propri sogni e l’audacia che resero i periodi classici e neoclassici cosi’ grandiosi.

  14. Mi sembra che l’articolo voglia fare dello scandalo sul nulla.

    Se si guarda solo la seconda mappa, che è l’unica rilevante, viene fuori un numero in linea a mezza Europa. A parte la Germania, gli altri paesi sono avanti di massimo 4/5 punti percentuali.

    Metterci nel mezzo le materie umanistiche e, anzi, metterle come primo punto su una discussione sull’adesione a corsi STEM mi sembra un modo per buttarla in caciara. Anche perché non è un gioco a somma zero.