Italy is the EU country that spent the least on education in 2023

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Posted by Socmel_

34 Comments

  1. > As a percentage of GDP, in the EU, the highest ratios were reported by Sweden (at 7.2% of GDP), followed by Finland, Belgium and Estonia (all 3 at 6.3% of GDP), Latvia (6.1% of GDP) and Denmark (5.5% of GDP). Among the EFTA countries, Iceland reported the highest ratio (6.7% of GDP). By contrast, the lowest ratios were reported by Ireland (2.8% of GDP), Romania (3.3% of GDP), Italy (3.9% of GDP) and Greece (4.0% of GDP) as well as Norway (4.6% of GDP) among EFTA countries.
    >
    > As a share of total expenditure at the level of the EU, general government expenditure on ‘education’ amounted to 9.6% in 2023. At country level, in 2023, for Sweden and Estonia (both at 14.5%), Latvia (14.0%), Lithuania (13.8%), Cyprus (12.5%), Ireland (12.3%), Belgium (11.9%) and as well as Switzerland (16.9%) and Iceland (14.8%) among EFTA countries, ‘education’ expenditure accounted for relatively high shares of general government total expenditure. The lowest shares of ‘education’ expenditure in total expenditure were observed for Italy (7.3%), Greece (8.0%), Romania (8.2%) and France.

    Source: [Eurostat](https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Government_expenditure_on_education#:~:text=As%20a%20percentage%20of%20GDP,Romania%20(8.2%25)%20and%20France.)

    La spesa statale per l’istruzione italiana nel 2023 si é attestata al 7.3%, ben al di sotto della media EU. Se la si considera in rapporto alla spesa totale, l’Italia ha avuto la spesa piú bassa in tutta l’Unione Europea.

    Fermo restando che spendere di piú non vuol dire automaticamente spendere meglio, perché il dibattito italiano, anche quando si critica il governo, si concentra sempre e solo sulla sanitá?

  2. L’altra faccia dei grandi sorrisi e complimenti dalle agenzie di rating che non hanno esattamente come priorità salute e istruzione.

  3. In Italia ci sono anche meno bambini/ragazzi da educare, in proporzione. Quindi quelle percentuali sarebbero da aggiustare di conseguenza.

    E comunque sareste degli illusi se pensaste che spendere di più sullo stesso modello educativo porterebbe a chissà quali miglioramenti.

  4. Sono sicuro che la percentuale di PIL speso sull’istruzione sia fondamentale per la ricerca, infatti Cipro è famosa per avere gli studenti bravi il doppio nei test PISA e il doppio dell’output di ricerca procapita

    Facciamo i blankstatisti e crediamo che quantità di soldi per alunno =output maggiore

  5. Great_Personality343 on

    Spendiamo il 16% del PIL in pensioni e 74 miliardi l’anno in interessi sul subito. I soldi da dove li dovremmo cagare fuori? Anche se tagliamo il 100% le spese a difesa, sicurezza, ponte sullo stretto e tutti gli apparati politici, comunque non arriviamo a 60 miliardi.

    C’è solo da mettersi in testa che i soldi non ci sono.

  6. 4024-6775-9536 on

    Tanto c’è chatgpt per risolvere compiti e scrivere le tesi, se poi ti bocciano basta denunciare.

  7. Alternative-Meet-188 on

    In realtà è sovrastimato… Dovrebbe esse 4.64… visto che il resto lo spendiamo per formare giovani che poi regaliamo a Germania, Francia, Spagna e Inghilterra

  8. Apprehensive_Cod8575 on

    tutti gli indicatori sulla scuola/università dimostrano che stiamo messi male (rapporto studenti/professori, varie classifiche internazionali universitarie e molti altri). Ma fin quando costruiamo un sistema in cui l’indicatore principale per i ricercatori sono il numero di articoli a primo nome (indipendentemente dalla qualità), quando i finanziamenti vengono dati in base ad i voti che gli studenti ricevono (indovinate che succede) e tante altre aberrazioni, il sistema non cambierà mai

  9. Tante domande:
    – Cosa è considerata spesa? Gli stipendi sono spesa? I fondi per la ricerca sono spesa per istruzione? I fondi per le università, in termini di sussidi, sono spesa?
    – Quanti studenti-professori ci sono?
    – Com’è concentrata la demografia? Quanti vivono in aree ad alta densità e maggiormente ottimizzate?
    – Le infrastrutture di istruzione (scuole) sono spesa?

    Su quest’ultimo punto, resto sempre stupito nel vedere le infrastruture scolastiche (scuole, palestre, etc) cadere a pezzi in Italia. La mia università ha dei bagni che sono conciati peggio di quelli degli autogrill, con sanitari che avrebbero dovuto ristrutturare da 10-15 anni.

    D’altronde, però, l’Italia ha mostrato bene le sue priorità sull’istruzione durante la pandemia. Unico paese europeo in cui le scuole si sono fermate, ma le attività commerciali no.

  10. In parte sono precise scelte politiche: spendere più di 100 miliardi per ristrutturare le case gratis a chi una casa già ce l’ha è una precisa scelta politica che riflette molto bene il nostro elettorato (vecchio e egoista).

    Se anche si pensasse (contro tutta la letteratura scientifica) di stimolare l’economia buttando soldi nel settore dell’edilizia, si sarebbe potuto scegliere di ristrutturare le scuole, per esempio. Imho è proprio una questione di elettori che vogliono egoisticamente solo benefici per se stessi e non si preoccupano del futuro, sia loro (sanità) sia delle generazioni future (istruzione).

  11. Lord_of_Trimoni on

    2000 anni fa più i meno, Adriano imperatore spendeva il 30% del pil dell’impero per la cultura.
    Dalla Dacia alla Mauritania tutti si sentivano parte della stessa cultura… E noi…

  12. Opposite_Trip_3937 on

    Considerando che la scuola fa veramente ca….e e che chi alla fine arriva a laurearsi poi se ne va via, bene cosi, meno ci spendiamo e meglio è.

  13. L’importante è dedicare 5% del pil alle armi.
    la sanità, l’istruzione le strade 👋👋👋