
Even in the case of Deliveroo, in short, although the riders appear to work with an independent VAT number in a flat-rate tax regime, according to the Carabinieri of the Labor Protection Unit and the prosecutor Paolo Storari the company uses them as employeesbecause it «manages work performance through an IT platform that predefines the operating environment, governs performance through digital operating states, constantly geolocates workers, measures availability and performance of the worker, and links these indices to the salary”. Therefore an algorithmic hetero-organization of work performance, compatible with the application of the discipline of subordinate work. The cyclofactor, for the investigators, does not independently determine its own work processespecially in the executive phase of delivery when the performance is instead channeled into a standardized, tracked and evaluated operational sequence. It is the platform «that governs the allocation of work and affects the continuity of earning opportunities through reputational metrics and/or performance indicators (such as participation, reliability, timeliness, acceptance)”.
In particular, assuming the turnover attributable to Deliveroo in 2025 as the basis of calculation, according to the prosecutor «30 riders out of 40 (80%) are below the threshold, with an average deviation from the poverty threshold of 7,600 euros per yearand peaks of 15,300 euros per year.” If the comparison is then made with the salary levels envisaged by the relevant collective agreement (Logistics, Goods Transport and Shipping National Collective Bargaining Agreement), the difference between what is actually received and the minimum net income determined by the National Collective Bargaining Agreement concerns «35 workers out of 37, 94 percent».
https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/26_febbraio_25/milano-controllo-giudiziario-per-deliveroo-il-pm-sfrutta-i-rider-con-l-algoritmo-come-glovo-queste-retribuzioni-non-garantiscono-b545e7ff-ee0a-4066-af5f-a3725d1c0xlk.shtml
Posted by sr_local

8 Comments
Possiamo discutere di modelli innovativi, flessibilità e partite IVA quanto vogliamo. Ma se 8 rider su 10 stanno sotto la soglia di povertà, non è “gig economy”: è un modello che scarica il rischio su chi lavora.
Se l’algoritmo decide turni, priorità, punteggi e continuità di guadagno, allora non stiamo parlando di veri autonomi. E se non sono autonomi, pagarli 4 soldi non è efficienza: è sfruttamento travestito da innovazione.
La tecnologia può ottimizzare le consegne, ma non può diventare lo scudo per aggirare l’art. 36 della Costituzione. Un lavoro che non garantisce un’esistenza dignitosa non è flessibilità: è dumping sociale.
ste cavolo di pmi
Sono già arrivati quelli del “sono servizi utili, meglio alla fame che allo spaccio”? Altrimenti ripasso dopo.
L’alternativa è l’asta al ribasso dove i rider competono per chi fa la tariffa più bassa
che bello eh?
Il mercato senza regolamentazioni ha sempre prodotto povertà e dumping.
Segreto di pulcinella. Servono regole ferree, chiare, esplicite.
Fin quando le aziende potranno abusare di contratti quali lo stage o il contratto a chiamata, tali cose non smetteranno di verificarsi.
Le app di consegna hanno business model praticamente non sostenibili. Funzionavano finché potevano bruciare soldi dai VC per guadagnare quote di mercato, ma ora che devono iniziare a guadagnarci nessuno è disposto a spendere troppo per le consegne. O innovano e provano a vedere se consegne con droni e robot funzionano o se ne vanno, come ha fatto UberEats.
Stessa cosa per le varie aziende di monopattini e macchine a noleggio btw.
“””caporalato””” 🥴🥴🥴
Pura propaganda giornalistica.
Se un rider
– sceglie di lavorare con partita IVA
– può accettare o rifiutare consegne
– può lavorare contemporaneamente per più piattaforme
– può smettere in qualsiasi momento
quale sfruttamento configura? C’è totale libertà. Incluso la libertà di fare tanti altri lavori.
Che il reddito sia basso non prova sfruttamento. Non dimostra proprio nulla!
Uno studente che lavora 10 ore a settimana guadagnerà sotto soglia. Un barista che arrotonda l giorno libero, una casalinga, ecc..
È totale libertà.
lavorano poche ore… alternano piattaforme.. fanno attività saltuarie
Secondo LaRepubblica e il Corriere sono tutti co#£&ni?
Da nessuna parta come nelle città si trovano centinaia di opportunità lavorative diverse. Forse la verità è che non è sfruttamento… nonostante la propaganda incessante socialistoide
Ah se solo esistesse un compenso orario minimo..