
The Meloni government is ready to «provide suitable tools to prevent access to social networks and video sharing platforms to minors under the age of fifteen». It is written in article 7, paragraph 2, of bill released after last Thursday’s meeting at Palazzo Chigi
The text of the provision – which the Corriere has seen – is still there a draft. But it indicates the urgency and political will of the executive to “act as soon as possible to protect minors and children from the risks of social media”. The case of the teacher stabbed by a thirteen-year-old student in Trescore has once again turned the spotlight on a segment of social life that needs to be regulated. At the moment, at least two different bills are blocked in Parliament, one of which is bipartisan.
The underlying discussion moves around the “how” and not the “if”. Intervening on the use of social media for children under 15 (which could drop to 14) is described as “a need that can no longer be postponed”. This new bill – made up of ten articles – will soon be submitted to Agcom and the relevant authorities, minors and privacy, to then obtain the definitive green light from the prime minister.
It is a question of going beyond the “academic prohibitions”, which are already in force even if not respected, by studying effective ways to verify who accesses the platforms. Without reaching forms considered “invasive” by the government, such as biometric controls, on the Australian model.
After the intervention on access to pornographic sites (arrived with the Caivano decree) and parental control, another crackdown is about to arrive. The most complicated one. In this framework it is foreseen «the introduction of mandatory parental control systems for devices used by minors, both through the activation of profiles aimed at minors when configuring the devices, and through the activation of junior packages dedicated to minors by operators: it is an innovative tool aimed at balancing the need for regulation with the educational role of the family”, we read in the new bill being studied by the government. The salient points of which concern, first of all, the «obligations» of cellular device manufacturers, distributors and retailers, electronic communications operators and finally families, sole custodians of the right to deactivate the control systems imposed on minor children.
According to the bill, i parental control systems must ensure at least the «limitation of the use of the device to telephone calls only, including public emergency numbers; sending and receiving text messages; the limited use of messaging services towards authorized contacts, the blocking of sites with content dangerous for the psychophysical development of the minor, the memorization of the sites visited”.
https://roma.corriere.it/notizie/politica/26_aprile_05/social-governo-pronto-stop-under-15-e297c037-ed95-4fd0-b3a5-83192f155xlk.shtml
Posted by sr_local

32 Comments
Non si capisce bene, sembra vogliano mettere un controllo parentale più stringente, vedremo quando sarà pubblico. Nel frattempo vale la pena ricordare che il provvedimento simil in Australia è stato un flop con il 70% dei giovani ancora presenti sulle piattaforme social (per fortuna anche, ci manca che vadano su quelle nascoste e non controllate): [Australia’s teen social media ban is a flop. But there’s no joy in ‘I told you so’ | The Guardian](https://www.theguardian.com/commentisfree/2026/apr/01/australia-teen-social-media-ban-criticism)
Oltre ovviamente ad aggiungere che se queste piattaforme social sono così pericolose, ci sarà “”ovviamente e sicuramente“” un lungo processo educativo in modo da non far sì che a 14 anni e 364 giorni siano vietate e il giorno dopo “liberi tutti” senza nessuna educazione, da un giorno all’altro.
Ci dovrebbero essere i genitori per educare. Ma se tua mamma fa i balletti su Tik Tok…
In Australia e in altre nazioni è stato un flop perchè queste leggi sono solo un pretesto per raccogliere i dati delle carte d’identità ed eliminare l’anonimato su internet.
Meta e tutti gli altri lobbisti occulti non hanno investito miliardi perchè hanno a cuore la salute mentale dei ragazzi, ma perchè a loro piacciono tanto tanto le nostre informazioni private.
Secondo me dovrebbero essere ancora più severi, soprattutto verso le aziende stesse: disclaimer come nelle sigarette che l’utilizzo crea forte dipendenza, vietare le piattaforme fino ai 18 anni, controllo biometrico per i minori, tassa salata sulle aziende che non rispettano le regole, campagna di divulgazione massiva sul danno che fanno a tutte le famiglie. Trattiamole come le sigarette. Le piattaforme social sono la droga delle nuove generazioni, sono sviluppate con lo scopo primario di tenere l’utente incollato allo schermo utilizzando algoritmi estremamente assuefacenti. Com’è possibile che lasciamo che una droga digitale (perchè è questo alla fine) che crea danni provati nelle menti di giovani e adulti, sia liberamente distribuita a tutti senza controllo?
Serve, ma serve anche che i cazzo di adulti imparino ad autodisciplinarsi, affincjè anche i figli poi possano crescere bene. Un figlio non è uno status symbol o qualcosa che dovete per forza fare ad un certo punto, testine di niente, men che meno è obbligatorio farne. Io sono anche più per introdurre pene serie per i genitori inetti e inadatti a crescere un essere vivente, proprio che l’assistente sociale deve diventare facilissimo da incontrare.
Ma allora se usano lo ZKP che utilizzeranno anche nell’identità digitale europea effettivamente leak/perdite di dati non ce ne sono.
Il problema arriva se utilizzi lo stesso sistema australiano/inglese etc dove li SI che i dati venivano rubati.
Oppure potrebbero bloccare/limitare la funzionalità reel nei social media. Tanto lo sappiamo tutti che la maggior parte dei problemi di ora arriva da questa funzione. I social esistevano benissimo nel periodo precovid/prereel e tutti stavano bene.
Da adulto mi trovo in parte d’accordo per i Social ma non so per le piattaforme video, anche youtube? Sarebbe un po’ come bannare Netflix
Chiudere TikTok, eliminare Shorts su YouTube e Reel su Instagram
Il doom scrolling fa male a tutti, non solo ai minori. Non serve a nulla e fa solo danni
Le piattaforme social non si “chiudono” ai minori di 15 anni come una saracinesca, serve necessariamente un sistema di identificazione più o meno stringente che permetta di controllare l’accesso di TUTTI i cittadini.
Una persona in malafede potrebbe pensare che sia solo un pretesto per avere tale sistema di identificazione (non io ovviamente, che sono molto fiducioso dei nostri cari e buoni politici, fonti di ineusauribili idee virtuose).
Ok per i social, ma piattaforme video quali? C’e’ una dfferenza tra il giocattolino per bimbi scemi Tik Tok e quella preziosissima biblioteca che e’ You Tube.
>l’introduzione di sistemi di controllo parentale obbligatori per i dispositivi in uso ai minori, sia mediante attivazione di profili rivolti ai minori all’atto della configurazione dei dispositivi, sia mediante l’attivazione di pacchetti junior dedicati ai minori da parte degli operatori
Cioè il modo più ragionevole e meno invasivo per implementare la volontà di tenere i ragazzi di 14 anni fuori dai social network. Ideologicamente credo siano i genitori ad avere l’ obbligo di proteggere i figli e vigilare, quindi sarei d’ accordo.
Credo ci vogliano delle sanzioni, controlli scolastici e una mezza rivoluzione culturale rivolta ai genitori per renderlo efficace, ma molto meglio così che invadendo la privacy di chiunque altro su internet.
Chi si lamenta di Youtube non ha mai visto quanta merda si trova, persino tu youtube kids, travestita da video per bambini.
Non era stato dichiarato illegale dall’UE qualche giorno fa l’identificazione forzata per le persone?
Aggiungerei anche gli osteopati e influencer che mostrano continuamente bambini contro la loro volontà
Solita boiata populista fatta per accontentare le mamme pancine spaventate dai ciofani violentiiii
Incredibile! Non avrei mai pensato che facessero qualcosa in favore della popolazione e che ridurrà il numero dei futuri elettori, bravi loro!
Scelta giusta, il come verrà applicata sarà divertente
Sento un rumore lontano. Un rombo di tuono che accompagna la rinascita di IRC.
Per i loro adepti quando lo fece Sanchez era perché è un comunista contro la libertà di espressione
Da quando le leggi si sono messe a fare il lavoro dei genitori?
Si. Ma alzando l’età a 18.
E rendendo le piattaforme legalmente responsabili per i contenuti diffusi.
E la televisione no? No perché di spazzatura politica manipolatoria, disinformazione, standard di successo e bellezza irraggiungibili e terrorismo psicologico la tv è piena, come mai questa va bene? Sarà mica che le informazioni in TV sono più politicamente controllabili? O che i soldi li vanno in tasca sempre agli stessi quattro personaggi?
Se avessero davvero a cuore la salute mentale dei giovani si attuerebbero altre politiche, non arriverebbero a chiederti i documenti per accedere a internet. Sta succedendo in tanti paesi del mondo allo stesso tempo, perché tutti insieme?
Finalmente, tramite questo o altri strumenti simili, si potrà associare con certezza l’attività online di qualcuno alla sua identità nel mondo reale.
Oggi è per “proteggere i bambini”, domani come minimo assisteremo a pubblicità invasive in modi che ora non ci immaginiamo nemmeno, oppure ti vengono a prendere a casa perché hai scritto un post che va contro il pensiero del governo.
Stiamo andando verso lo schedamento della popolazione e di ogni singolo loro pensiero condiviso tramite internet, pilotato da colossi tecnologici e compagnia bella, come è stato negli altri paesi.
A me sto governo e le loro iniziative hanno rotto tutto i coglioni frangibili
Stanno facendo questo perché sono convinti che i giovani non faranno nulla
Voglio minimo altri 6 referendum per ciascuna delle loro proposte, così che le bocciano tutte
> l’introduzione di sistemi di controllo parentale obbligatori per i dispositivi in uso ai minori, sia mediante attivazione di profili rivolti ai minori all’atto della configurazione dei dispositivi, sia mediante l’attivazione di pacchetti junior dedicati ai minori da parte degli operatori
Ebbene sì, sono consigliere per i parental control del governo Meloni e questa è stata una mia idea.
Sempre repressione, mai educazione. È solo un altro pretesto per abituarci al controllo.
I sistemi in questione sono quelli ben strutturati dello EIDAS2 europeo o qualche scemenza italiota fatta dal fratello del cugino dell’amico? Perchè nel primo caso la soluzione tecnica è abbastanza ben fatta e aperta che potrebbe anche starci, ma nel secondo piuttosto torno a prendere birre di sera come un lavoratore degli anni 50.
Per quanto riguarda le soluzioni basate sul dispositivo sono sempre a favore, quelli attuali sono un po’ un far west e non ci sono standard ben stabiliti o affidabili.
Una volta esistevano i genitori o i tutori, figure preposte all’educazione del minore. Io mi auguro, fortemente mi auguro, che non si mettano in testa di legiferare a favore di sistemi di ID per l’accesso alla rete, altrimenti è la volta buona che vengono buttati giù dalle poltrone ad uno ad uno.
Finché si vorrà dare ai genitori gli strumenti per controllare meglio i figli, ok, ma che siano solo strumenti ad uso e consumo di chi gestisce i figli.
I minorenni comprano sigarette al distributore nonostante sia vietato……e niente a questi del governo piace proprio perdere tempo.
Mostra la carta di identità per navigare… Dimmi chi sei e dove vai così ti controllo miglio!
Assurdo che l’incapacità dei genitori venga usata per creare il grande fratello: peggio della Cina!
È solo per profilare gli utenti. Per raccogliere dati a tutto spiano. Io sarò pronto a pagare pure una VPN se questa stronzata apocalittica passa.
Il resto del mondo sta mandando razzi nello spazio e cercando di raggiungere l’AGI.
Progresso tecnologico dell’europa nel frattempo: altre normative