Articolo molto interessante è attuale. Parla del nepotismo in italia e come quest’ultimo sta bloccando il paese.
Una delle cose più interessanti è : “A survey by the Ministry of Labour recently suggested that 61% of firms rely on personal introductions for recruitment.”
swing39 on
È un fenomeno affascinante, scegliere sempre la persona più qualificata aumenta i guadagni, ma scegliere gli amici crea un credito sociale a cui si può attingere in futuro. La seconda opzione è spesso la preferita. Significa che i soldi fanno comodo solo fino a un certo punto?
No_Cryptographer3590 on
E poi non te lo metti il figlio/cugino/nipote del finanziere a lavoro?
La base.
the_fab_io on
Con la meloni il nepotismo, che lei chiamava amichettismo, è diventato la regola.
Mar_Kell on
Pensa se avessero intervistato il nostro attuale Ministro dell’Agricoltura (Lollobrigida) e gli avessero chiesto quali fossero i suoi meriti.
Ovviamente c’è la possibilità che non avrebbe capito la domanda in inglese.
SarmE96 on
Qui al sud italia il vero linkedin è la “Famigghia” e i cumpari. Se non fai parte del clan, sei fuori
esch1lus on
Per mentalità non siamo grandi sognatori o creatori di grandi modelli di business, e di conseguenza il familismo amorale è un modello molto più facile da applicare perché risponde delle esigenze della mediana della popolazione. D’altro canto ragazzi, mettere le persone più qualificate in PA all’italiano che gliene può fregare? Il punto non è trovare uno che renda snella la macchina, ma che quando chiami lui ti risolva la pratica in un giorno. Oggettivamente il disegno Italia cosa può importarti se tramite corpi intermedi ottieni quello che vuoi? L’Italia è un paese tarato per la mediana della popolazione, fondamentalmente ignorante e priva di ambizione: perché dovrebbe essere contenta di avere gente competente, se quella non gli fa il favore al momento di bisogno?
CavulusDeCavulei on
Fenomeno molto presente anche all’estero, anche se in forme diverse e piú subdole. In America se hai fatto parte di certe confraternitá delle top università, hai un nepotismo che qua ci sogniamo
8 Comments
Articolo molto interessante è attuale. Parla del nepotismo in italia e come quest’ultimo sta bloccando il paese.
Una delle cose più interessanti è : “A survey by the Ministry of Labour recently suggested that 61% of firms rely on personal introductions for recruitment.”
È un fenomeno affascinante, scegliere sempre la persona più qualificata aumenta i guadagni, ma scegliere gli amici crea un credito sociale a cui si può attingere in futuro. La seconda opzione è spesso la preferita. Significa che i soldi fanno comodo solo fino a un certo punto?
E poi non te lo metti il figlio/cugino/nipote del finanziere a lavoro?
La base.
Con la meloni il nepotismo, che lei chiamava amichettismo, è diventato la regola.
Pensa se avessero intervistato il nostro attuale Ministro dell’Agricoltura (Lollobrigida) e gli avessero chiesto quali fossero i suoi meriti.
Ovviamente c’è la possibilità che non avrebbe capito la domanda in inglese.
Qui al sud italia il vero linkedin è la “Famigghia” e i cumpari. Se non fai parte del clan, sei fuori
Per mentalità non siamo grandi sognatori o creatori di grandi modelli di business, e di conseguenza il familismo amorale è un modello molto più facile da applicare perché risponde delle esigenze della mediana della popolazione. D’altro canto ragazzi, mettere le persone più qualificate in PA all’italiano che gliene può fregare? Il punto non è trovare uno che renda snella la macchina, ma che quando chiami lui ti risolva la pratica in un giorno. Oggettivamente il disegno Italia cosa può importarti se tramite corpi intermedi ottieni quello che vuoi? L’Italia è un paese tarato per la mediana della popolazione, fondamentalmente ignorante e priva di ambizione: perché dovrebbe essere contenta di avere gente competente, se quella non gli fa il favore al momento di bisogno?
Fenomeno molto presente anche all’estero, anche se in forme diverse e piú subdole. In America se hai fatto parte di certe confraternitá delle top università, hai un nepotismo che qua ci sogniamo