I’ll start by saying that it’s not in my interest to take sides with any political party: I don’t follow politics and I haven’t voted for years because I don’t feel represented by any party and, indeed, if I really had to place my ideas, I would say that they are closer to the left than to the right.

Having said that, I discovered by chance that Islamic celebrations take place annually in which hundreds/thousands of people participate in the squares in the main Italian cities (at least in Rome and Milan for sure). You will obviously say that there is freedom of worship and this is sacrosanct. What shocked me however, it was seeing men praying and women confined in a space delimited by a fence, similar to a chicken coop.

After all the talk that has been going on (rightly) in recent years about patriarchy, women’s rights and the fight against gender violence, I immediately went looking for the reactions of the progressive world. I spent a good half hour and the result was that I found absolutely nothing. And I’m not talking about condemnation, but not even a criticism from any exponent of the left, nor from the world of feminism, even the most "fundamentalist". And again, on the various left-wing newspapers, such as Repubblica, Espresso, Fanpage, etc., nothing at all.

Now I wonder, but all this media fuss that is raised, I repeat rightly, every time an episode occurs in which the woman is humiliated, offended or even worse, is it raised only on certain occasions and only in particular conditions? In other words, forgive the brutality, but are we kidding ourselves?

What do you think?

C'è un'ipocrisia della sinistra e del mondo progressista nei confronti dell'Islam?
byu/SharpEye001 initaly



Posted by SharpEye001

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25 Comments

  1. Penso che ti stai facendo le domande giuste e conosci la risposta, il cortocircuito è evidente secondo me e la gran parte delle persone che hai citato non vuole farci i conti

  2. Secondo me, ti stai rispondendo da solo. Penso che la sinistra non sia molto disposta a fare i conti con una posizione critica nei confronti dell’Islam perché il discorso politico moderno fa fatica ad accettare le posizioni nuanced

  3. È ovvio e palese che la “sinistra” occidentale è oramai un movimento di virtue signaling ossessionato da questioni ideologiche e non pragmatiche né economiche. Ed è anche la ragione per cui perde in tutto il mondo occidentale.
    La sinistra deve tornare a focalizzarsi sulle condizioni dei lavoratori e della remunerazione del lavoro. È finita l’epoca in cui si può fare i finti intellettuali a parlare delle minoranze quando la classe media si sta disintegrando.
    Il più grande paradosso è vedere si fanno scioperi per guerre in paesi lontani invece che pensare ai problemi del lavoro… ad eccezione dei radicalizzati e di coloro che semplicemente seguono una ideologia, hanno alieno il loro elettorato in cerca di pragmatismo. La classe lavoratrice non vuole competere con altri immigrati e rifugiati nel mondo del lavoro. Gli immigrati stessi sono i primi a votare contrò l’immigrazione. Le “minoranze” non sono più virtue signaling, quando i costi sociali sono sotto gli occhi di tutti. Non si può parlare in continuazione di femminismo e questioni di genere, chiunque vede che queste cose non risolvono i reali problemi economici che affliggono i lavoratori e la classe media.

  4. L’hai detto tu: è una questione patriarcale più che religiosa. Con il tempo, comabttendo il patriarcato, si arriverà ad una parità.

  5. Sì, è il grosso cortocircuito della sinistra e questo sarà la loro spada di Damocle nei prossimi anni. Ben gli sta, sinceramente.

  6. La sinistra liberale non è sinistra.

    Lo so che è una frase ripetuta allo sfinimento e che la maggior parte delle persone girano gli occhi al cielo quando la sentono, ma purtroppo è così.

  7. Che ho letto lo stesso identico post in un altro sub e penso tu abbia un’agenda da promuovere, come tanti altri post di questo tipo che ultimamente cicciano fuori fatti da account con poco karma o appena iscritti.

  8. Giulio_Andreotty on

    Guarda io è dall’inizio del conflitto (attuale) in medio oriente che faccio notare questa cosa e puntualmente vengo downvotato alla morte o viene rimosso il commento.

    Io, da elettore di centro-sinistra, trovo che le battaglie che ha scelto l’attuale area di pseudo sinistra siano onestamente poco valide e poco appetibili per l’elettorato.

    Parlare di natalità è diventato un tabù, sebbene sia di centrale importanza per la sostenibilità di una nazione. Parlare di regolare l’immigrazione è diventato un tabù, sebbene questa vada a ledere chi vive in contesti a basso reddito e la classe operaia. Parlare di crescita, sviluppo, industria, competitività e in generale parlare di classe media, è diventato un tabù.

    Ovviamente la destra ci si è buttata a capofitto e saluti. Meloni governa in ciabatte fino alla pensione.

  9. Cazzate. E l’articolo è scritto palesemente per alimentare una discussione non proficua, che anzi ammicca a sconvolgere (ma vabbè, so giornalai in cerca di clic).

    Secondo i loro principi religiosi donne e uomini pregano separati, allo stesso tempo le donne devono sia essere protette che proteggersi dagli “sguardi” maliziosi altrui (che siano passanti o che siano altri islamici).

    Combattere il patriarcato significa anche questo, ma vi pregherei a questo punto di dirlo anche a cristiani ed ebrei (ebrei italiani) perché ricordo apertamente il fastidio del rabbino della sinagoga di Roma quando in gita le compagne non era nel piano superiore, separate dalla zona degli uomini, senza velo.
    Così come mia zia e mia nonna vanno a messa ancora con il velo in chiesa.

  10. Hai ragione, dobbiamo iniziare il prima possibile una lotta contro le religioni e cancellarle per sempre dalla storia umana. Non c’è spazio nella vita vera per il fantasy.

  11. Random_Access_Dream on

    A me mancano da matti i tempi in cui schifare la fede era considerato da fighi e in Frontpage su Reddit c’era r/Atheism.

    Non questo mondo di girl scout che piange e ti dà del -fobico quando dici le cose come stanno.

  12. Haylight96_again on

    > non seguo la politica e non voto da anni perché non mi sento rappresentato da nessun partito e

    Mi fermo qui. La tesi forse era sensata, o forse no, e può sicuramente creare un tema di discussione, ma non andrò avanti a leggere.

    É ora di ostracizzare il non voto perché “non mi sento rappresentato”.

    Già tirato fuori il discorso più volte ogni volta che qualcuno dice queste esatte parole. La politica é compromesso, da sempre, é impossibile trovare un partito che ci rappresenti al 100% perché ognuno ha la sua scala di grigi su ogni tema, e trovare un partito che ci rappresenti vuol dire un partito che rispecchi la nostra scala di grigi. Quindi un partito unipersonale.

    Il non votare non risolve nessuna situazione, forse la peggiora, perché permette ad una “minoranza” fedelissima di imporsi attraverso gli strumenti democratici, proprio perché ho permesso che il suo voto conti più del mio.

    Mi fa ribrezzo ogni partito? Lo posso capire.

    Ma allora fate voi politica. Riempite il buco.

    Le scelte sono davvero solo queste due se si vuole il bene della comunità. Utilizzare gli strumenti democratici (il voto) o riempire il buco facendo politica.

    Non ci si può arrogare il diritto di distanziarsi dalla situazione in cui ci si trova non votando. Per quanto mi riguarda e’ IL problema, molto di più della vittoria del partito di colore opposto al mio.

  13. Si, la sinistra liberale ha questo problema.

    E dico sinistra liberale perché la sinistra marxista e/o comunista non ha il problema della religione, ancora meglio l’anarco-comunismo, che ne fa volentierissimo a meno e non lo accetta come questione transitoria.

    Il problema secondo me sta proprio nel concetto di partecipazione allo stato da parte del liberalismo e al segnare diciamo il limite secondo cui si partecipa o meno allo stato: pagare le tasse? You’re in. Trattare da eguali i tuoi simili? Parliamone. Mangiare determinati cibi e rifiutarne altri? Chissenefrega.

    Non so bene come mai ci si è andati ad impelagare con le religioni, plausibilmente quando si è deciso di accogliere i profughi cristiani quando la destra si è fascistizzata, penso, e da allora la religione è diventato un qualcosa di possibile per una certa branca della sinistra.

    Fosse per me preti e imam andrebbero a guardare gli alberi, ma questa è la “sinistra maggioritaria” che abbiamo, che ci voi fa.

  14. Siamo tutti d’accordo sul lottare per la parità di genere nella vita pubblica. Se nasco in una repubblica fondata sul lavoro sarebbe il caso che nessun lavoro mi venga negato in base al mio sesso, la mia paga fosse la stessa a quella di chiunque altro e il mio diritto di voto sia esercitato. La vita pubblica non è esclusiva, ci sono tutti dentro, che lo vogliano o no.
    La religione è un fatto a parte. Come la chiesa cristiana vieta alle donne qualunque carica sacerdotale o monastica e di coprirsi in chiesa e alle processioni, così l’Islam, essendo anche lei religione abramitica, impone ai fedeli di pregare divisi in base al sesso. Lo trovo giusto? No, affatto. Ma la religione è una scelta. Decidi tu se seguire le loro regole o meno e puoi tirartene fuori.
    Ovviamente ci sono casi in cui le famiglie obbligano i figli a seguire i dettami del loro credo contro la volontà di questi ultimi e allora lì è giusto intervenire, ma non è più solo un discorso religioso allora, ma proprio di abusi.

    Per questo quando vedo cerimonie come quella penso “meno male che non sono musulmano”, ma non vedo che dovremmo fare al riguardo. Loro vogliono fare così, contenti loro. Il giorno che lo stato imporrà ai musulmani di far pregare le donne insieme agli uomini mi auguro che obbligheranno i cattolici a eleggere preti femmine.

  15. Anche nelle sinagoghe uomini e donne sono divisi da una sorta di grata. In generale tutte le religioni mantengono  tracce di patriarcato: forse in via di superamento (protestantesimo liberale, ebraismo riformato), attenuato (cattolicesimo post-conciliare, ebraismo conservative), ancora robusto (islam, cristianesimo ortodosso, ebraismo ortodosso). Non deve stupire: i loro profeti e i loro libri sacri risalgono a millenni fa, quando tutte le società erano integralmente patriarcali e maschiliste. Questa situazione è stata trasformata e superata solo in tempi molto recenti, a partire dal Novecento.

  16. Da femminista di sinistra devo dire che è un argomento delicato.

    Non sono contro le religioni, anche se ateo, dato che la pratica dei vari culti varia parecchio in base all’individuo. Come ci sono cristiani aperti mentalmente ci sono mussulmani non pregiudicati.

    Se mi chiedi se giudico che l’imposizione di vestirsi in un certo modo o se la semplice subordinazione delle donne vada contro ai miei principi chiaramente rispondo di sì, ma la situazione è più complicata.

    Rimane il fatto che parecchi usano I diritti delle donne come cavallo di troia per attaccare la religione, quando alle solite persone non interessano I diritti delle donne in altri contesti.

    Vari paesi Arabi hanno visto un accrescimento dei diritti della donna, comunque tante donne hanno la pressoché libera scelta di partecipare a queste tradizioni. Dato che uno dei princi del femminismo è rispettare la scelta delle donne non sta a me giudicarlo, visto inoltre che non comprendo appieno il valore culturale.

    Penso che stia principalmente ai musulmani a discutere di questi problemi, essendo completamente separato dalla loro comunità non ho diritto di dire molto. Ciò non mi impedisce però di dare supporto a voci femministe islamiche

  17. La sinistra non ha gli strumenti retorici per affrontare un problema che non comprende. Il problema del terrorismo o della visione dei diritti civili é un paravento. Il problema é calare una identità culturale-religiosa percepita (a ragione) come “forte”, cioè pensata ab inizio per separare i fedeli dalle altrui influenza culturale ovunque si trovino (come per gli ebrei) immersa nel contesto culturale ospite che é debole, incerta e cangiante. E inconsciamente si é consapevoli dell’assoluta debolezza del nostri valori identitari, visto che un musulmano, saprà sempre dirti chi é, anche se sradicato dal suo ambiente. Quindi é facile la soggezione e il sospetto che non abbiamo gli strumenti tali da influenzare qualcuno ad essere più simile a noi, se “noi” siamo praticamente quasi atomizzati all’individuo.

    Perché non mi preoccupo: perché l’occidente non sa più “dare forma” alle cose ma é bravissimo a masticarle e rigurgitarle mezze digerite. Integra ruminando. Semplicemente per l’Islam é troppo presto. L’ebraismo, più esposto, ha visto nascere in Europa ed esplodere negli USA quelle correnti riformate che ora sono quasi egemoni nel panorama globale, a differenza delle ultra-ortodossie. C’è una certa possibilità che nel contesto occidentale, nascano forme “inedite” di islam probabilmente capaci di attirare anche le simpatie degli europei e quindi diventare il primo problema dell’Islam radicale perché poi questi movimenti a un certo punto fanno fiammate di ritorno verso i Paesi di origine. Quindi se la cultura occidentale, così fluida e relativa, non fornisce risposte o solo proposte, ha un se una naturale capacità trasformante. E il cristianesimo é stata la prima vittima illustre. Visto che é arrivata teologicamente già masticata dalla filosofia greca.

  18. Mi considero di sinistra. L’islam è merda. Le religioni tutte sono merda. Tutte le religioni sono opprimenti per le donne. Una sinistra femminista non può che essere una sinistra antireligiosa. Contrastare il genocidio in Palestina non può significare legittimare l’islam in nessun modo. Non mi pare difficile, eppure la nostra sinistra – e più in generale la sinistra europea – su questo tema ha il bipensiero.

  19. Non è per nulla ipocrita, perché non conoscete cosa i pensatori di sinistra hanno scritto o pensavano

  20. Da femminista convinta e da simpatizzante di sinistra, l’ho notato anch’io e mi irrita tantissimo. L’idea che mi sono fatta è che la maggioranza delle persone ragiona per compartimenti stagni e non mette in relazione tra di loro le cose in cui crede. Inoltre abbraccia un valore solo perché è opposta alla fazione politica contraria.

    Questo mix di imbecillità e bastian contrarietà produce un sistema di valori illogico e internamente contraddittorio.

  21. Stesso livello di incoerenza di una destra che denuncia questi episodi ma non mi risulta abbia mai proposto di abolire i conventi di clausura, tanto per dirne una. Sarà forse che forse che la “nostra” religione gli va bene e tutte le altre no?

  22. Dazzling-Paper9781 on

    Cosa dovrebbe fare esattamente la sinistra? Dire ai mussulmani come celebrare i loro riti religiosi? L’importante è che il ruolo della donna venga rispettato all’ interno della società, cosa succede all’interno dei luoghi di culto o alle funzioni religiose non deve interessare né alla sinistra né a nessun altro partito

  23. Non ci vedo alcuna contradizione, ognuno deve essere libero di fare quello che vuole, non ci vedo nemmeno il nesso tra il separare donne e uomini durante un rito religioso e l’umiliare o l’offendere una donna.