
They therefore had to resort to one of the 2,034 healthcare facilities affiliated with the Pharmaceutical Bank, in order to receive free treatments that they would not have been able to afford. Compared to 2024, when 463 thousand people were counted in this situation, there was an increase of 8.4%. The data emerges from the 12th Report ‘Donating to heal. Health poverty and drug donation’, created by Opsan – Observatory on health poverty (research body of the Pharmaceutical Bank), presented in Rome during a conference promoted by the Pharmaceutical Bank and the Italian Medicines Agency.
The identikit of the person in health poverty is clear: mainly men (51.6%) adults (58%), but it is important to note the share of minors – over 145 thousand – who in percentage exceed the elderly (29% versus 21.8%). Furthermore, there are more acutely ill patients (56%) than chronically ill patients (44%).
The full report is here: https://www.opsan.it/cm-files/2025/12/02/xii-rapporto-sulla-poverta%CC%80-sanitaria.pdf
Spesa farmaceutica, in Italia la povertà sanitaria è aumentata dell’8,4% in un solo anno
Posted by sr_local
2 Comments
Drammatico quadro in emersione in cui è sempre più chiaro che non possiamo curare tutti. Drammatico per un paese avanzato ma l’ondata di cronicità che arriverà nei prossimi 10-20 anni sarà devastante
Report abbastanza fazioso, per convincere qualcuno a donare il 5×1000.
Leggendo i dati, quello che mi sorprende è che le famiglie non povere spendono MENO per quasi tutte le voci (ad eccezione delle cure odontoiatriche che sono gratuite solo per le famiglie a basso reddito, quindi mi pare normale). La voce in cui il divario è più netto è l’acquisto di farmaci, compresi omeopatici e fitoterapici. Perché i poveri spendono di più? È un controsenso
Le cure in Italia sono praticamente gratuite per praticamente tutte le patologie per le persone povere, perché spendere più soldi per acquistare privatamente? Ovvio che lo stato non può finanziare prodotti inutili o potenzialmente dannosi, quali l’omeopatia e i fitoterapici. Il reporto non si esprime su quali siano questi prodotti o servizi non coperti dal SSN, ma importanti per la salute.
L’unica voce con il dato inverso è appunto la spesa odontoiatrica che, secondo il report, è segno della rinuncia a servizi carissimi, omettendo come le famiglie povere abbiano accesso al servizio gratuito. Omettere questo dato significa essere in malafede (poi si può discutere della qualità del servizio, ma qui si parla di spesa)
Quindi l’interpretazione dei dati è almeno in parte sbagliata, il divario probabilmente è giustificato dall’ignoranza sanitaria che purtroppo si abbina alle fasce di reddito più basse che porta ad acquistare servizi inutili, spinti da pubblicità ingannevoli, professoroni truffatori e da una generica sfiducia verso il SSN, per cui si cerca risposta nel privato.
Il rimedio non è donare farmaci, è potenziare la scuola.
(non mi sono preso la briga di aprire la fonte istat in calce, mi sono fidato del report)