
It is a directive, therefore it must be implemented by every EU state, although Italy has said that it has obviously already intervened and everything is fine, in reality it has not been fully implemented and there is only the enabling law but not the final decree. It must be implemented under penalty of infringement procedures obviously, but we know that there are directives that have been waiting for years for full transposition and implementation… I hope in 6 months there won’t be the classic chaos "yes but there are no rules" o "It is mandatory to repair the products but if they refuse there are no sanctions". These are just pessimistic hypotheses eh…
Affected product groups (with related ecodesign regulations)
Washing machines and washer-dryers for domestic use – (EU) 2019/2023
Dishwasher for domestic use – (EU) 2019/2022
Refrigeration appliances – (EU) 2019/2021
Electronic displays (e.g. monitors and televisions) – (EU) 2019/2021
Welding equipment – (EU) 2019/1784
Vacuum cleaners – (EU) n. 666/2013
Servers and data storage devices – (EU) 2019/424
Mobile phones, cordless phones and tablets – (EU) 2023/1670
Domestic dryers – (EU) 2023/2533
Batteries for light transport vehicles – (EU) 2023/1542According to the directive, the repair must be carried out free of charge or at a reasonable price and within a reasonable time and, in cases where the repair is not possible, the manufacturer can offer the consumer a refurbished good. If the manufacturer obliged to repair is based outside the EU, the obligation falls on his authorized representative in the EU or on the importer of the good. Manufacturers are therefore required to make spare parts and tools available at a reasonable price that does not discourage repair
If the defective good is still under warranty, in case of repairs, the warranty is extended by one year: the consumer’s right to choose between repair and replacement of the defective product remains intact within the seller’s liability period provided for by the warranty, but if the consumer opts for repair, the seller’s liability period extends by 12 months from the moment of repair
Furthermore, a European platform must be created by 31 July 2027 online for repairs, which allows consumers to find repairers, sellers of refurbished goods, buyers of defective goods for refurbishment or participatory repair initiatives.
Not allowed
Manufacturers cannot use contractual clauses, software or hardware that impede repairs.
Posted by sr_local

19 Comments
Avrei gradito che i produttori fossero obbligati a rendere pubblici i manuali di servizio, e a vendere pezzi di ricambio
Ad un costo ragionevole, in tempi contenuti…
Solita fuffa
credo che le criticità siano principalmente due
la prima è l’orizzonte temporale, perché in teoria il produttore dovrebbe fornire pezzi di ricambio per 10 anni (7 per smartphone, TV, aspirapolvere e qualcos’altro) che è oggettivamente un tempo lunghissimo per prodotti consumer, in ambito business i pezzi vengono forniti anche per orizzonti molto più lunghi, ma parliamo anche di costi degli strumenti completamente diversi.
il rischio è che banalmente si alzino i prezzi
il secondo è che la norma è vaga, il produttore è sollevato dalla riparazione se l’oggetto è “tecnicamente o fisicamente impossibile da riparare”
e mentre fisicamente significa una cosa precisa, “tecnicamente” può significare tutto e niente
e il terzo punto è che banalmente potrebbe fare la fine della normativa sugli aggiornamenti dei cellulari. molto in teoria i produttori sarebbero costretti a offrire aggiornamenti per almeno 5 anni dopo la fine della commercializzazione, ad oggi solo Google, Samsung e Apple sarebbero compliant, il mercato è comunque pieno di smartphone cinesi con 2 o 3 anni totali di update (tra cui anche Motorola, ora controllata da Lenovo) senza nessun tipo di effetto.
verranno multati nei prossimi anni? questo non lo so, però nel frattempo la normativa non ha minimamente sortito l’effetto sperato
da ex tecnico riparatore di roba simile ma professionale il punto dolente è il “tecnicamente riparabile” che è teoricamente quasi sempre possibile ma spesso e volentieri, adesso, non conveniente economicamente.
Sono poi molto scettico poi sul mettere a disposizione ricambi e personale qualificato a prezzi “ragionevoli” in in campo dove proprio il ricarico esagerato sui ricambi e la manodopera a caro prezzo sono la norma.
Quindi per prodotti fabbricati prima delle date citate, la norma non vale?
Mi pare strano che ci siano “display elettronici” nell’elenco ma nient’altro che riguardi elettronica di consumo anche più facile da riparare perché con componenti “analogici”, come amplificatori con i loro relè e condensatori.
Strana anche la specifica presenza dei saldatori
Nel mondo dei ricambi, soprattutto a lungo supporto, il ricarico solitamente è 10x: per fare un esempio, una scheda di una lavatrice da 30€ alla produzione, viene venduta come ricambio a 300€. Questo spesso rende non conveniente la riparazione (e questa, a volte, è l’intenzione del produttore).
È “ragionevole” come prescrive la direttiva? Assolutamente no.
Ma sarebbe tutto da dimostrare.
Ormai non si ripara più niente fuori garanzia.
Dovrebbero alzare la garanzia obbligatoria degli elettrodomestici almeno a 5-7 anni. Solo così i produttori sarebbero incentivati a fare prodotti di qualità più alta, più riparabili e con produzione in Europa
Alcuni pensieri in ordine alla rinfusa.. per rendere questa direttiva più efficace.
Per ogni bene, sarebbe bello che dove c’è un sw od una componente programmabile, vigesse l’obbligo che, venuto meno la produzione ed il supporto, di rilasciarne il codice sorgente, x quel prodotto, ed eventualmente le chiavi e le procedure di sicurezza x permettere alla “comunità” di continuare a supportare le funzioni e risolvere eventuali bugs.
Da notare che a volte (sto sul generico.. eh) un software originale “obsoleto” o “difettoso” crea quella che in gergo si chiama “obsolescenza programmata” che alla fine impone al cliente di buttare via hardware fisicamente funzionante.. per mantenere in vita il ciclo consumistico.
Una cosa simile, nello specifico delle auto elettriche, vale per la componente più costosa e che “spaventa” l’acquirente dell’ usato. La batteria di trazione.
Qui bisogna autorizzare un servizio di riparazione a costi contenuti e/o di produzione di batterie equivalenti da terze parti (magari di prestazioni “migliorate”), compatibili elettricamente meccanicam e dal lato del sw, che non richieda processi di omologazione costosi ma solo formali, se rispettano tutto il documento di specifica del produttore originale.
Altrimenti nessuno comprerà auto elettriche usate e la transizione della mobilità sarà resa molto più difficile..
Ovvio che gli interessi dei produttori, in genere, sono palesemente in conflitto con quelli dei consumatori.. quindi aspettiamoci freni e resistenze nascoste ma intense. C’è in generale un modello consumistico basato sull’usa e getta da ripensare visto l’insostenibilità
io che ho appena comprato il frigo la faccio in kul?
Guarda già i listini bosh dei ricambi. Lavatrice nuova da 520€
Assembramento cuscinetti con cestello -> 450€ e non vi è altro modo di avere i cuscinetti
E chi stabilisce se è tecnicamente riparabile? Ci vorrà un giudice
È tutto molto blando. Ragionevole che significa? Meno della metà de prezzo del prodotto nuovo?
A me scoccia che spesso ci sono pezzi di plastica che si rompono o si crepano e poi non si sappia dove trovare.
Altra cosa che mi fa girare altamente i coglioni sono le viti. Devo avere un set di cacciaviti o punte infinito e poi si trovano viti con misure intermedie. Oppure le ai quadrate, a stella a 6 punte, a stella a sei punte col.pirolino al centro, esagonali, esagonali col pirolino al centro, esagonali con i lati leggermente convessi, etc…
Ogni tanto tirano fuori una vite nuova e non ho la punta giusta nonostante abbia 100 punte di vari tipi e grandezza A lavoro dove dobbiamo smontare gli apparecchi per i test di sicurezza ci è capitato di dover chiedere i cacciaviti adatti ai clienti perché ce li hanno solo loro.
E non è certo solo per impedire che un Pinko Pallino qualunque lo apra visto che qualche modo si trova sempre. È per assicurarsi che non ci riesca senza lasciare segni? Siete paranoici? Fatevi curare.
“Serve la scheda madre nuova, sono 300€ più manodopera”
“Ma una lavatrice nuova costa 200€!”
“Eh i prezzi sono questi”
ma vale anche per computer?
Il problema è che bisogna anche che il pezzo di ricambio abbia un valore reale rispetto alla macchina che vai a riparare. Io mi sono trovato a cambiare una lavatrice di dieci anni che fino al giorno prima funzionava benissimo (perché è una lavatrice, non ci sono stati passi avanti in questo tipo di elettrodomestici) perché la riparazione della scheda era quanto il costo della lavatrice nuova. 450 euro contro i 500. Ora, la lavatrice nuova consuma un po’ meno e ha una funzione igenizzante che mi fa comodo, ma avrei cambiato la mia se fosse stato possibile ripararla? No, per nulla. C’è qualcosa nella legge che impedisca che un pezzo per riparare un prodotto vecchio costi quanto il prodotto nuovo?
Perché altrimenti questa legge rimane un pezzo di carta.
possiamo tenerci questa eu ed eliminare quella di chat control per favore
È brutto lodare i francesi, ma fare in modo che ogni prodotto abbia un indice di reperibilità a listino è la svolta, ovviamente calcolato per facilità di riparazione e reperibilità dei pezzi.
Più volte mi sono trovato ad andare in VPN in Francia per vedere se l’elettrodomestico che sto comprando ha un indice di riparabilità alto.
È retroattiva? Perché ho comprato un nuovo smartphone manco un mese fa
Quel “costi ragionevoli” tiene in piedi tutto il discorso. Buona fortuna a definire “ragionevoli”.