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    26 Comments

    1. Poco da aggiungere: se sei ai domiciliari non potresti avere contatti con l’esterno. Il buon ludopate amico di Gesù invece se ne fregava (o li usava per cercare di fregare qualcun altro)…

    2. EnvironmentPlus8992 on

      Non vorrei essere il carcerato che dovrà stare nella stessa cella di un truffatore che odia i gay e per giunta è anche un idiota visto che ha violato i domiciliari. Spero che dorma nella brandina di sotto anche se sfonderebbe pure quella

    3. AccomplishedComb299 on

      Provo quasi pietà per tutti quelli che hanno degnato di anche minima considerazione la più piccola cosa che usciva dalla bocca di questo tizio.

    4. Mi immagino la scena: l’agente di sorveglianza gli mette il cuore alla storia appena pubblicata e poi gli suona al campanello di casa.

    5. Pretty-Information53 on

      Ma…
      I social?
      Voglio dire: non è che andava su internet…
      Usava i social.
      Ai domiciliari.
      Non è che sei coglione, sei proprio dissociato per fare una cosa simile.

    6. I social dovevano cavarglieli ben prima che finisse ai domiciliari. Spero non abbiate mai avuto la sfortuna di leggere alcuni dei suoi deliri su FB, una roba incommentabile.

    7. ApprehensiveMath8204 on

      Meglio così, non mi sentivo sicuro in casa sapendo che questo soggetto era ai domiciliari.

    8. >con la quale era stato imposto all’indagato il divieto di utilizzare, in qualsiasi forma, dispositivi telefonici, informatici e telematici, fatta eccezione per i contatti con il proprio difensore

      Al di là del fatto che si tratti di Adinolfi o meno, a me queste cose lasciano un po’ sempre a bocca aperta. Ma a questo punto, perché non dare il carcere direttamente? Sembra l’effetto di una legge che non tiene conto di quanto si sia evoluta la società nel frattempo, e di quanto naturale sia diventato che molto anche della vita di una persona si possa svolgere online. Magari non arrivo a tirare fuori il “30 minuti di Internet al giorno sono un diritto umano”, ma ci si avvicina molto.

      Anche perché “dispositivi informatici e telematici” può essere tutto: la smart TV connessa a Internet conta? O se io volessi comprarmi un libro su Kindle da leggere sull’ebook, non potrei neanche quello?

      Alla fine io ho sempre visto il carcere, o la detenzione domiciliare, come un male necessario: un qualcosa che è una violazione dei diritti umani, ma fatta “a fin di bene” nei casi essenziali, e cercando di limitare al minimo la compressione di quei diritti. Ora, anche solo 30 anni fa l’isolamento “fisico” poteva ben corrispondere a quello “sociale”, visto che le sue cose erano quasi inscindibili… ma ora, grazie a Internet, non è più così. Ora è possibile tutelare il diritto alla socialità (penso siamo d’accordo che anche quello sia un diritto umano) pur restringendo quello alla libertà di movimento (per i fini d’esecuzione di una pena)… ma siccome non c’abbiamo la sbatta di stare appresso a un recluso per vedere quale sia un uso di Internet che va contro la funzione della pena, e uno che invece è solo espressione di quel diritto fondamentale, allora andiamo di ordinanze che negano proprio tutto genericamente, alla base. Però è giusto che in 30 anni non ci siamo adeguati in un modo che cerchi di rispettare anche quel diritto? Oppure “non c’abbiamo lo sbatti” è una buona giustificazione?

    9. Ho visto il post che ha fatto su facebook c’è pieno di gente che lo supporta e grida al complotto

      Come se i domiciliari non fossero un bonus a prescindere rispetto al carcere

    10. Giulio_Andreotty on

      Io sto provando anche a ridurre la masturbazione, ma così signori è oggettivamente MOLTO complicato.

      Porca troia quanto GODO.