
The 8,000 stainless bell towers of Italy | Despite the incentives, mergers between municipalities have been at a standstill since 2019
https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-gli-inossidabili-8-000-campanili-d-italia
Posted by mg10pp
7 Comments
Dal sottotitolo:
>Nonostante gli incentivi per le fusioni tra comuni introdotti dal 2012, il loro numero è sceso solo di 196 unità (-2,4%): a inizio 2026 i campanili d’Italia restano vicino agli 8.000. Le fusioni, concentrate tra il 2016 e il 2020, hanno coinvolto, come si intendeva, soprattutto i piccoli comuni, caratterizzati da costi per abitante mediamente più elevati. Ma il taglio dei piccoli comuni è stato in parte compensato dagli andamenti demografici: il calo della popolazione e lo spostamento verso le grandi città hanno ridotto infatti la dimensione dei comuni, soprattutto i più piccoli. Il fenomeno delle fusioni ha riguardato quasi solo il Centro-Nord, in particolare il Nord-est. Al Sud e nelle Isole le fusioni sono state più basse di quelle delle altre aree non solo in termini assoluti, ma anche in percentuale dei comuni esistenti al 2012.
Reminder che questa gente si porta dietro odii familiari che vanno avanti da generazioni, nati chissà quando e chissà perché, quindi si detestano neanche da valle a valle ma da frazione a frazione
Abito in un paesino di 1200 abitanti in cui si sta discutendo della fusione con un comune poco più vicino (e anche un po’ più “famoso”), un poco più grande. Il mio è un paese abbastanza isolato (non raggiunto da mezzi pubblici), c’è solo una scuola elementare perennemente a rischio chiusura e che rimane aperta grazie ai figli degli stranieri che vengono a lavorare in agricoltura, l’età media è abbastanza alta, non c’è molto da fare in generale e si tratta inoltre di uno dei comuni più poveri della provincia. Beh, all’interno della giunta comunale molti stanno facendo ostruzionismo alla pratica di unione con il discorso delle radici, dell’identità, della storia, ecc
Ora, posso anche capire che sono discorsi magari con un fondamento, però, già insieme non contiamo un cazzo, perché mettersi a spaccare il capello in quattro frammentandoci in buchi? Che poi ci sarebbero anche dei vantaggi dato che hanno previsto delle agevolazioni e aiuti economici per una zona che definire “depressa” è un eufemismo.
E infatti vanno fusi in maniera coatta. Scegliete un limite. Che sia 3000 abitanti o 10.000 va bene lo stesso per me. Ma non si possono vedere Comuni di 200 abitanti. È ridicolo.
Si può lavorare per ottimizzare la spesa amministrativa senza far venire meno la rappresentatività locale, l’ossessione per una dozzina di gettoni di presenza è populismo grilloide della prima ora.
La tendenza nei paesi, principalmente del nord Europa, in cui le amministrazioni locali sono state accorpate è stata quella di un netto disinteresse della popolazione nel governo del territorio, con gli enti locali diventati entità lontane e distaccate dalle realtà locali popolate di burocrati professionisti.
Questo è un problema relativo in paesi dove la proporzione tra popolazione urbana e rurale è pesantemente sbilanciata a favore della prima, in soldoni gli altri sono quattro gatti e si attaccano, ma in Europa continentale attuare questo tipo di piani è follia
Si può tenere la rappresentanza ed unire i servizi. Già nella mia zona tutti i comuni hanno messo assieme l’ufficio catastale. Un ufficio unico che serve 4 o 5 comuni.
il problema è proprio l’incentivo, bisognava cancellarli per legge e portare il comune minimo a 15k abitanti….